
NON VI SONO PAROLE PER ESPRIMERE IL NOSTRO RAMMARICO E LA NOSTRA INDIGNAZIONE PER QUANTO ACCADUTO. Voglio semplicemente riprendere le parole di un grande amico, Ercole Macrì giornalista de "La Riviera", le sue parole spiegano bene quello che proviamo tutti noi, soprattutto in quanto ragazzi.
Esiste una netta differenza tra un locale bruciato a New York o a Roma e il Melmoth di Siderno, l’irish pub incendiato, nella sua parte all’aperto, nella notte tra giovedì e venerdì scorsi. I giovani dell’intera Locride sono stati colpiti al cuore, uno sgarro, una bravata, per intenderci, alla “vigliacchi della notte” che deprime e rende vani i sacrifici di molti di noi che hanno deciso di scommettere su questo territorio, di vivere qui. A New York come a Roma aprire un pub, una discoteca, ma anche il più spoglio dei chioschi, può significare successo quasi al novanta per cento: si lavora da lunedì a domenica e da domenica a lunedì, interrottamente. L’utenza è enorme. A parte gli abitanti, flotte di stranieri, turisti, universitari,
ecc. Sono città che in quanto tali riescono a dare al locale quel di più che spesso, o quasi sempre, si trasforma in notevoli profitti e in vere soddisfazioni professionali.

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